una ricerca kalagrafica commissionata per studiare la trasformazione degli spazi sociali a Stubai al fine di progettare un nuovo centro comunitario
In questa occasione sono stato invitato da Michael Beismann, geografo dello sviluppo regionale, a studiare la valle dello Stubai, vicino a Innsbruck. Si trattava di assistere lo sviluppo di un nuovo progetto sociale: la trasformazione di una vecchia scuola in un innovativo centro di comunità per i giovani, gli artigiani locali e gli eventi culturali. Sono stato attratto dal progetto perché la vecchia scuola era un esempio perfetto di quelli che io chiamo "spazi sospesi". Uso questo termine perché questi spazi sono irrisolti: mostrano sia un evidente senso del passato sia un futuro sconosciuto, sospeso nel presente, che li posiziona nel tempo e pone una domanda. Lo spirito comunitario sembra prosperare su queste domande, in quanto suscitano risposte dal basso dei cittadini, provocando innovazione e generando nuovi incontri e attività sociali.
La scuola aveva le caratteristiche di qualcosa che poteva diventare molto speciale – grazie anche al budget ridotto che offriva maggiori opportunità di sperimentazione – e io ero entusiasta di essere coinvolto e di vedere come avrei potuto aiutare. 'Vecchia scuola, nuova vita'. Se il nuovo centro di comunità dovesse essere un successo, una migliore comprensione dei modi in cui le persone già si incontrano dovrebbe essere utile per immaginare come integrare il potenziale della scuola nel più ampio tessuto sociale della valle.
Quello che segue è dunque uno studio kalagrafico sugli spazi sociali della Valle dello Stubai, che si avvale della mia prospettiva orizzontale esterna in chiave formativa, affinché coloro dotati di una prospettiva verticale potevano continuare la ricerca da soli. Nel 2022 ha costituito una parte fondamentale dei workshop che abbiamo tenuto per gli abitanti coinvolti (che a loro volta hanno prodotto i propri studi scritti e fotografici utilizzando le stesse tecniche), ma la speranza con questa guida visiva in particolare era quella di creare qualcosa di trasversale che potesse essere utilizzato in altri contesti oltre alla sua ambientazione originale. Avendo visto come i miei studi audiovisivi di Community Express si sono rivelati utili per introdurre la mia pratica anche in situazioni molto distanti, ho voluto produrre un foto-viaggio unico che potesse comunque essere applicato per avviare letture collettive in ogni tipo di luogo.
La lettura dello spazio sociale è un'attività continua. Le mie foto risulterebbero diverse in un altro giorno, in un'altra luce, in un altro periodo dell'anno. Non importa: l'intenzione di questo lavoro non è quella di documentare, ma piuttosto di osservare processi fluidi e plurali, come gli spazi stessi. La speranza è che lavorando in questo modo la mia consultazione sia open-source e che più persone si sentano incoraggiate a esplorare attivamente gli spazi con qualche chiave in più in tasca.
Qui le chiavi in uso sono dodici (si trovano in maiuscolo sotto la narrazione) e verranno definite e ridefinite nel corso del viaggio, chiedendosi ad esempio dove il pubblico incontra il privato, quali elementi ci aiutano a identificare un luogo o a ricordare altri tempi o spazi, quali dinamiche si creano e quali sensi vengono attivati – chiedendosi più precisamente dove, quando, come e perché le persone si incontrano così e le implicazioni che questo ha per la comunità.
È possibile aprire il viaggio in una nuova finestra per visualizzarlo meglio a schermo intero (il caricamento potrebbe richiedere alcuni secondi con connessioni più lente, basta aggiornare se si riscontra una pagina mancante) oppure esplorare la versione incorporata qui sotto: semplicemente cliccare sulle diapositive (scorrere il dito sui telefoni) per avanzare a monte lungo la valle. Gute Reise!
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