FORREST

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un viaggio

In anni di dialogo con persone in diversi luoghi di tutta Europa, è diventato evidente non solo che c'è un grande necessità di discutere cosa potrebbe significare casa oggi in un mondo in rapido cambiamento, ma anche che queste conversazioni in realtà tendono spesso a incentrarsi sulla mancanza di casa. La casa sembra essere sempre più vissuta come un'assenza, come qualcosa di mancato e quindi desiderato, anziché una presenza fondante: longing piuttosto che belonging, brama piuttosto che appartenenza.

Sebbene i molti nuovi modi in cui le persone cercano il loro proprio "posto" suggeriscono il potenziale per un nuovo ricco arazzo di appartenenze plurali, non va dimenticato che l'innovazione sociale è anche una risposta al fallimento delle strutture sociali convenzionali, e che la frequenza con cui siamo tenuti a rispondere e ad adattarci alle mutevoli circostanze continua ad aumentare. Tra guerra, urbanizzazione, gentrificazione, povertà e condizioni di lavoro precarie, ci muoviamo sempre di più attraverso paesaggi al contempo omogenei e instabili, paesaggi che sono sia espressioni di queste condizioni sociali sia veri motori di esse. Tutti vogliono sempre sapere "tu, di dove sei?" ma quanti di noi riconoscerebbero quei luoghi?

FORREST (foresta, forestiera, for rest...) è una serie di risposte artistiche a questi spaesamenti e spiazzamenti. È un'esplorazione delle distanze tra noi e il nostro habitat e un invito a riflettere sulle diverse mancanze di casa che magari ci potrebbero unire, per trasformare i desideri isolati in appartenenza condivisa, chiedendoci dove potremmo fermarci, per un momento, per riposare, per restare, e forse anche incontrarci, for rest.

punti d'incontro

FORREST sta già prendendo forma attraverso proiezioni, mostre fotografiche, installazioni, passeggiate guidate, letture pubbliche, seminari e performance sonore. Al centro di questi momenti condivisi ci sono letture di un libro in continua evoluzione, CANTI DEL PARTO, combinate con il materiale visivo e sonoro del progetto. Si prega di mettersi in contatto per maggiori informazioni o per organizzare un evento.

CANTI DEL PARTO

un libro

Un bambino nasce tra due paesaggi vuoti, est e ovest, passato e futuro, che si estendono in una foschia lontana, indistinta e inaccessibile, deserto e oceano. Nel nulla tuttavia vede immagini infinite, ricordi frammentati di vite altrui, unici punti di riferimento con cui navigare.

Così inizia un viaggio fra le macerie e le promesse, attraverso un mondo in cambiamento dove la speranza di qualcosa di meglio spinge le persone sempre più vicine in isolamento sempre più profondo – e dove il senso di appartenenza si riferisce sempre meno ai sensi.

Un'antica foresta viene abbattuta insieme con un'antica città. Una nuova selva di cespugli e rovi cresce parallela ai palazzi di un boom edilizio. Un vasto campo di grano cade in silenzio mentre le voci affogano nel coro urbano. E un salice, spazzato via nella tempesta che segue, getta ancora un germoglio su nell'aria e un'altra radice giù nella polvere.

CANTI DEL PARTO viaggia alla ricerca di casa dopo una perdita personale. Ma attraversare paesaggi di perdita collettiva rivela che non c'è modo di tornare indietro, né di andare avanti, senza compianto.

prossimamente

EXPLODE/EXSCAPE/EXTRACT

un saggio fotografico

Attraverso la rivelazione di una serie di paesaggi, FORREST esplora come il nostro senso di casa si sta trasformando in un contesto di bruschi cambiamenti sociali e ambientali. Mentre le scritture raccolte in CANTI DEL PARTO costituiscono una risposta più intima a queste domande, un saggio fotografico in tre parti, che le accompagna, espande la ricerca in un viaggio nell’immaginario collettivo. I luoghi fotografati lungo le varie rotte dei migranti in Europa sono riproposti per raccontare la mancanza di casa e lo spaesamento espressi da tanti incontrati lungo il percorso.

piccola anteprima

mostre

CON LA LORO PARTENZA NACQUE IL SOGNO DI UN RITORNO

2 ottobre 2021 - 9 gennaio 2022, Museo Naturalistico Archeologico, Vicenza

Nell'ambito del festival Vicenza e la Montagna, CON LA LORO PARTENZA NACQUE IL SOGNO DI UN RITORNO esplora la nostra mutevole relazione con la montagna, lassù, ora che la maggior parte di noi vive in città, quaggiù. La mostra, composta di foto, testi e video, mette in rilievo il contrasto tra la presenza immanente delle montagne e l'assenza immanente dei suoi borghi abbandonati, che insieme, visti da lontano, danno corpo al sogno potente di una natura sempre più distante.

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