DOVE CI SIAMO TROVATI, DOVE STIAMO BENE INSIEME
un'altra fotografia per leggere e nutrire spazi dove la partecipazione possa fiorire
uno studio kalagrafico realizzato da
Massimiliano Blasich, Milena Bonelli, Manuela Cescutti, Paolina Greco, Chiara Manfredo, Samantha Olivo, Laura Seganfreddo, Delia Stella, Antoneta Torra, Mishel Torra con contributi anche da Tommaso Bisceglia, Lorenzo Bulfon, Paola Ganci, Silvia Mossenta e Jacopo Zorzi, accompagnati da Federica Massari (Referente Territoriale e Coach ATS Friuli Centrale) e Opher Thomson (formatore e facilitatore del percorso), grazie al Comune di Udine - Ente gestore Servizio Sociale dei Comuni, Ambito territoriale "Friuli Centrale"
Siamo partiti per esplorare Pasian di Prato insieme, fotografando il paese tramite le chiavi di lettura kalagrafiche per far luce su come le interazioni sociali plasmano e sono plasmate da questo luogo nel tempo. Qui potete immergervi nel paese esplorando il nostro viaggio fotografico. Le immagini possono essere interpretate in diversi modi: prima di leggere i nostri commenti, magari chiedetevi cosa vedete voi? Quali sensazioni e ricordi suscitano? Cosa fotograferesti tu? La speranza è che il nostro lavoro funga da introduzione alla kalagrafia, permettendovi di comprendere come abbiamo osservato e raccontato lo spazio, in modo che anche voi possiate provarci. Ci sono diversi tipi di chiavi kalagrafiche, quasi come nuove lenti da applicare allo sguardo per mettere a fuoco l'osservazione. Noi abbiamo preso in mano otto di queste chiavi durante la nostra ricerca:
INCONTRI
Dove si incontrano le persone? Sono punti previsti o piuttosto spontanei? Fotografa il luogo dell'incontro piuttosto che l'incontro stesso.
CONFINI
Prova a fotografare i confini di questi luoghi. Dove iniziano e dove finiscono? Chi può entrarvi? Dove sono i confini tra pubblico e privato? Sono netti o porosi? Lo spazio è aperto o chiuso, esposto o intimo, visibile o discreto?
IDENTIFICATORI
Cosa caratterizza lo spazio? Cosa lo rende specifico o persino unico? Cosa ci aiuta a capire dove siamo? Quali sono gli aspetti memorabili? Cerca di fotografare ciò che rende questo luogo riconoscibile.
ESPRESSIONI
Lo spazio evidenzia chi lo frequenta? Ci sono tocchi personali o espressioni individuali? Come partecipano le persone in questo spazio?
METAMORFOSI
Come cambia lo spazio nel tempo – durante la giornata, durante la settimana o nel corso degli anni? Quanto è stabile? Fotografa le tracce di queste metamorfosi nello spazio.
PORTALI
Ci sono elementi dello spazio che ci fanno pensare ad altri spazi? Ci sono elementi dello spazio che ci fanno pensare ad altri tempi? Fotografali!
CONTRASTI
Quali sono i contrasti in questo spazio? Cerca di fotografare diversi tipi di contrasti presenti.
SENSI
Cosa si sente qui? Quali sensi sono attivati? Quali sono i materiali e colori principali dello spazio? Che consistenza hanno? Cosa comunicano? Usa non solo gli occhi, ma anche le orecchie, il naso e il tatto per vedere cose nuove, e poi scatta foto di esse.
DOVE CI SIAMO TROVATI
il nostro studio kalagrafico collettivo
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Quale spazio sociale affiora da queste foto? Che ruolo gioca il paese nella vita dei suoi abitanti? Che ruolo giocano gli abitanti nel paese? Come vi prendono parte? La combinazione dello sguardo collettivo ha dischiuso un 'paesaggio plurale', sollecitando nuove osservazioni e interpretazioni dello spazio, oltre a far emergere vari racconti e ricordi. Cliccando sotto potete leggere alcune delle nostre prime impressioni, domande e riflessioni.
"Angoli di Pasian di Prato che prima non conoscevo o meglio su cui non mi ero soffermata."
"La luce dell'alba, conseguente a tanti particolari raccolti in fotografia – incontri confini, portali – con la realtà in movimento ma unita, tanti frammenti, sguardi che colgono in modo più vivido e consapevole rispetto alla prima volta quando ci siamo approcciati. La realtà che li circonda e che nello stesso tempo li avvolge (gli sguardi) e li fa vivere in una dimensione di reciproche comunicazioni, scambio e condizionamenti. Un incontro di intrecci, punti di vista che impattano e si incontrano sull'animo di chi li vive."
"Spazio sociale ricco, poliedrico, posti da vedere, inediti, curiosità, dinamismo, pace e campagna ma anche cittadina e movimento, case, cultura, energia. Posti che sanno di casa, relazioni, di vita..."
"Passaggi. Spazi condivisi."
"Tranquillità."
"Libertà e aria. Natura."
"Un paese tranquillo, un ambiente paesano (perché si distingue dalla vicina città), con qualche contrasto, ma autentico."
"Ho visto tanti contrasti, belli e forti, tanti colori."
"L'abbandono e la trascuratezza di alcuni luoghi dà vita in mezzo ad una non linearità: quei posti abbandonati, quei posti trascurati, spiccano in questo ambiente non omogeneo, spiccano e diventano quasi opera d'arte."
"Sfumature. Tavolozza piena di colori."
"Abitazioni, monumenti, luoghi abbandonati, scuole, campi da calcio, boschi, natura, fantasia, vite… Posti quotidiani."
"Sento ritmi diversi, forti, come alta e bassa marea, quando ci sono le persone o quando mancano."
"Compartecipazione. Presenza, adesione, coinvolgimento, sia in modo attivo che in modo passivo."
"È una fusione tra passato e metamorfosi, con un centro ricco di simboli paesani che mano a mano si abbandonano e riemergono con nuove costruzioni verso una periferia cittadina. Un flusso che coinvolge allo stesso modo i suoi cittadini."
"Tanti confini nelle strade e fra le case."
"Lo sguardo è plurale, trasferisce dimensioni diverse, ma si riportano delle chiavi interpretative che ci aiutano a declinare i vissuti e punti di vista in modo più armonioso, comunicando sinergicamente la realtà vissuta."
"Ho scritto infanzia perché alcune foto mi ricordano la mia infanzia, tipo le panchine oppure i parchi, anche se non abitavo qua."
"Secondo me le foto mettono un senso di tranquillità, soprattutto quelle notturne."
"Le sensazioni che ho avuto: ho trovato molta armonia. Mi è piaciuto vedere il tutto."
"Ho avuto una certa stanchezza perché tante cose si ripetevano."
"A me il contrario. Guardando ancora mi è migliorato."
"Ho trovato ambientazioni differenti come ad esempio interne ed esterne. Ho trovato anche luci molto differenti e anche dei tempi differenti come se le foto fossero state fatte in momenti diversi anche se in realtà erano comunque abbastanza vicine nel tempo."
"Luci e ombre dello scorrere della vita quotidiana."
"Luoghi variegati, molteplici e a volte contrastanti."
"Troppe antenne contrastano con il verde brillante, disturbano."
"Disparità nell'ambiente, che risulta confusionario, pieno di confini, non omogeneo. Il paesaggio non è continuativo; ci sono simboli di un passato che spariscono a causa di abbandono dalla vista. Molti spazi sprecati. Risulta un paese in lenta trasformazione, ma che rimane in parte attivo con particolari ricche di ricordi, colori e sensazioni. Identità sull'orlo dell'orizzonte che fatica ad emergere. C'è un insieme di potenzialità nascoste. L'area di Bonavilla dà respiro a questa confusione"
"È bello vedere che per quanto sia un paese in trasformazione ci sono tante cose che comunque rimangono a raccontare."
"Il decorrere inesorabile del tempo. Le cose cambiano e richiamano a riferimenti storici, culturali, architettonici, che si modificano ma che per tratti più o meno lunghi mantengono nella memoria dei cortili, dei portoni, delle case, lo sguardo di chi li vive e di chi li coglie nella ricerca e nell'osservazione, anche di chi si approccia con animo, prospettiva e punto di vista nuovo."
"Una parte dei cittadini resta ancorata alle vecchie tradizioni, mantenendo la parrocchia, uno dei punti cardine; mentre le nuove generazioni si uniscono a un flusso migratorio, verso una trasformazione più moderna, sia in ambito politico che strutturale."
"Il paese ingloba in sé la storia degli abitanti, ma anche nuove generazioni che vengono qui per la vicinanza ad Udine e per la nomea di un contesto di vita tranquillo. Il paese non sempre si manifesta accogliente nei confronti del nuovo, del particolare non curato, dell'assetto abitativo che si differenzia dalla canonica bella villetta e, sotto questo profilo – ad eccezione di certi posti abbandonati o molto trascurati che poco si sposano con il resto –, credo che il paese giochi una dimensione di attrattiva prima e di consolidamento poi, in un contesto comunque vicino alla Città di Udine, servita dai mezzi pubblici e quindi facilmente raggiungibile sia per le esigenze lavorative, che culturali che per i luoghi di cura, ecc."
"Le associazioni locali aiutano gli abitanti a ritrovarsi."
"Pasian di Prato, con i suoi spazi verdi, invoglia i suoi abitanti a eseguire diverse attività all'aperto. Le piste ciclabili e il traffico ridotto permettono alle persone di muoversi con facilità e sicurezza."
"Passons è una realtà un po' più piccola e nonostante confini con la città di Udine, è comunque un piccolo paese e questo è un punto di forza. I servizi proposti dall'Amministrazione comunale sono tanti e vari; inoltre sono presenti diverse associazioni che propongono attività differenti per soddisfare le diverse esigenze degli abitanti."
"Lo trovo un paese aperto che ha a cuore i propri abitanti perché vivono bene, vedi il teatro, ha una biblioteca ben fornita per diffondere la cultura (esempio questo progetto a cui partecipo che vuole essere d'aiuto per vivere meglio) per adulti e bambini, assistenza alle persone anziane, sollevando un po' i familiari. Hanno bei parchi e diverse attività ricreative dove le persone possono rilassarsi."
"Foto fatte con impegno e cuore rispettando le chiavi kalagrafiche. Un bellissimo lavoro fatto sull'intero comune di Pasian di Prato senza trascurare nulla."
Dopo esserci orientati nel paese e aver praticato la kalagrafia come gruppo, abbiamo avviato una serie di esplorazioni personali, ciascuno di noi impegnandosi a valutare un luogo specifico di propria scelta: un luogo sociale dove ci piace trascorrere del tempo con altre persone – dove stiamo bene insieme. Abbiamo condiviso le foto scattate con il gruppo per confrontare gli spazi, poi ognuno di noi si è seduto per cercare di raccontare qualcosa del proprio rapporto con quel luogo. Anche qui il lavoro è presentato in modo trasparente con le chiavi presenti, sempre con l'idea di incoraggiare altre persone a partecipare con 8 fotografie proprie per descrivere altri luoghi di Pasian di Prato dove si può stare bene insieme.
DOVE STIAMO BENE INSIEME
i nostri studi kalagrafici personali
Delia
"L'ufficio... ci vado praticamente tutti i giorni in quanto ci lavoro. Tuttavia, per me, è anche un luogo di cuore, di relazioni, di familiarità acquisita e promossa nel tempo della quotidianità. Incontro persone sia conosciute che nuove, sfide quotidiane, nuovi orizzonti da scoprire, vite, sfumature, criticità, complessità, processi ai quali avvicinarmi in punta di piedi... Conosco questo posto da moltissimi anni, più di venti ormai, eppure ogni giorno è nuovo, mai uguale a se stesso... anche il momento della pausa pranzo con alcune colleghe e con una in particolare, custodisce ogni volta sentimenti nuovi, eppure rinnovati, piccole confidenze, confronti su tematiche sociali e personali, domande, riflessioni, risate..."
"Il luogo cambia ogni giorno con i suoi chiaroscuri, ma trasferisce senso di accoglienza e sicurezza. D'altro canto ci sono anche dei contrasti, vecchie informative lasciate appese ad una lavagna di sughero, quasi a farmi compagnia e cartelle un pò in disordine, a volte, che attendono di essere sistemate negli schedari predisposti per accoglierle in ordine alfabetico. Provo emozione, a volte stanchezza, a volte paura di non essere abbastanza competente ma, andandoci, sempre mi accompagna una grande passione e una spinta motivazionale legata, fra gli altri motivi, all'incontro con l'altro! Mi ricorda un luogo di lavoro, quale è, ma mi riporta anche a dei ricordi, a delle espressioni che mi rappresentano, la gioia di un disegno, l'amore per una coccola ad un animale domestico, una collega/amica da abbracciare... Ecco, tutto questo e molto altro, racchiuso nei meandri del pensiero e del cuore, lo rende speciale! La parola chiave per far fiorire la partecipazione è uno stimolo al mio essere e fare professionale ed umano ed è uscire, creare comunità, conoscere, incontrare, comunicare... Certo, sono dimensioni che vivo e promuovo ogni giorno, ma lo slancio è quello di invitarmi al dinamismo, al sentirmi parte della Comunità, integrandomi, nel rispetto anche dei confini, in modo edificante e co-costruito!"
INCONTRI
CONFINI
IDENTIFICATORI
ESPRESSIONI
METAMORFOSI
PORTALI
CONTRASTI
SENSI
Massimiliano
"Alla scuola di musica Ritmea ci vado una volta alla settimana. Mi accompagna sempre mia madre. Ci vado perché mi piace suonare la batteria. Incontro sempre le stesse persone anche se in quel luogo ne ho conosciute di nuove. Lo conosco da ormai circa quattro anni. Non è mai cambiato molto nel tempo, ma ho notato comunque diversi contrasti, come ad esempio il suono degli strumenti, alcuni più forti, alcuni più deboli, alcuni più acuti, alcuni più gravi. Questo luogo è speciale per me perché è da lì che ho imparato e ho iniziato a suonare la batteria e anche il pianoforte. Partecipo in questo luogo suonando gli strumenti e spesso quello che suono si diffonde anche nello spazio circostante e esterno al luogo."
INCONTRI
CONFINI
IDENTIFICATORI
ESPRESSIONI
METAMORFOSI
PORTALI
CONTRASTI
SENSI
Manuela
"Questo è un posto, anzi, il posto del cuore. Si trova tra le mura di casa, dove per casa non s'intende solo l'edificio. Questa stanza ha un cuore che batte da solo, o così a me pare. Questo posto ospita solo le persone a cui sono legata, perché si trova in una posizione un po' nascosta rispetto al resto, e perché offre un senso di intimità e calore. Questo luogo è reso speciale da un Fogolâr, che anche quando ci passo vicino ed è spento sembra raccontare qualcosa, in attesa di una nuova occasione. Ci vado spesso, a volte con pochi, a volte con qualcuno in più. Le persone nuove difficilmente ci entrano."
"Questo luogo cambia in base alle stagioni, frutto di qualche decorazione. Il tempo che scorre si nota dalla brunitura dei metalli e dall'usura del focolare. Il cemento tende a sgretolarsi, qualche piastrella a spostarsi. Ad ogni occasione rimane impresso il segno dell'ultima fiamma che ha arso, e tutto questo lo vedo da quando ci abito, da circa 8 anni. A volte sembra raccontare qualcosa di chi ci ha vissuto prima. Il contrasto che posso notare sono le modernità aggiunte da noi, che poco si sposano con l'ambiente circostante, ma sono lì quasi ad essere custodite. Ovviamente ciò che provo ad entrarci è lo stesso sentire di un caldo e avvolgente abbraccio. I ricordi che riporta sono moltissimi, racchiusi in ogni oggetto messo lì o lasciato lì o dimenticato. Ci partecipo in maniera attiva, preoccupandomi di preparare qualcosa di speciale per far provare lo stesso senso di abbraccio a chi occupa un posto qui. Dal cibo preparato con cura al vino, dal tavolo ben apparecchiato ai giochi. A volte ci partecipo in maniera passiva per lasciarmi cullare dai molti sensi."
INCONTRI
CONFINI
IDENTIFICATORI
ESPRESSIONI
METAMORFOSI
PORTALI
CONTRASTI
SENSI
Paolina
"Bonavilla, una piccola località del comune di Pasian di Prato, è molto vicina a Passons, dove vivo. La conosco da tanto tempo, circa da 35 anni, ma la frequento assiduamente da 7 anni, quasi giornalmente, con un gruppo di cammino. All'inizio, per la maggior parte, ho incontrato delle signore che non conoscevo, per cui nuovi incontri. Attualmente le frequentatrici del gruppo sono sempre le stesse, raramente si aggiungono delle nuove signore. Negli anni Bonavilla è cambiata poco. È stato un bene che non ci siano state nuove costruzioni: il luogo è rimasto intatto. I cambiamenti che ho notato riguardano il susseguirsi del cambio delle stagioni, che in questo luogo lo percepisco ancora di più, e le rotazioni nei campi delle colture: girasoli, granturco, soia, miglio, grano, colza. Entrambi i cambiamenti portano a dei contrasti. L'alternarsi delle stagioni è già di per sé fonte di contrasto: gli alberi in fiore e verdi e i prati fioriti della primavera, il giallo del grano maturo dell'estate, il rosso e il giallo dei colori delle foglie degli alberi che si accingono a perderle in autunno e gli alberi spogli, la brina che ricopre con un manto bianco i campi a riposo dell'inverno, mentre i campi coltivati creano un bellissimo contrasto di colori, soprattutto giallo (girasoli, colza) e verde (granturco, soia, miglio)."
"Arrivare a Bonavilla per me è pace e serenità. Purtroppo, non mi riporta a dei ricordi come luogo, ma mi riporta, invece, a delle emozioni già provate in altri. Non mi ricorda, ahimè, altri posti, lo vivo come un posto unico. È senz'altro un posto speciale che mi rilassa e mi fa sentire più libera, sarà la camminata di circa mezz'ora che impiego per arrivarci, la compagnia, i prati fioriti, i colori... insomma un luogo che appaga la mente e l'anima."
INCONTRI
CONFINI
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METAMORFOSI
PORTALI
CONTRASTI
SENSI
Antoneta
"Il Parco del Cormor: lo conosco da quando sono venuta a Udine. Quando siamo andati la prima volta era estate e mi sono trovata benissimo. Mi sono rilassata e ho trovato serenità. Abbiamo fatto una passeggiata e un picnic e siamo andati vicino al fiume a sentire il rumore dell'acqua, e da quella volta ci vado spesso con le mie amiche, mia figlia o anche da sola. Mi piace perché è bello grande con gli alberi ed è pieno di gente, adulti e bambini che si divertono. È un parco meraviglioso. Appena arrivo in quel posto sento tranquillità, sento un profumo pulito che respiro bene e mi sono affezionata. Mi dà una buona energia. La cosa speciale per me è l'armonia."
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PORTALI
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CONTRASTI
ESPRESSIONI
SENSI
Milena
"Quando mi sento annoiata e non voglio stare a casa mi reco presso Città-Fiera, dove l'insieme di colori e profumi mi danno calore e mi incuriosiscono, visto che l'ambiente è spesso in trasformazione. Vado sola o con mio marito o con una mia amica. Le varie luci e le varie strutture mi riportano a qualcosa di sempre nuovo ma anche a casa. È un luogo ricco di particolari dove puoi non incontrare nessuno oppure incontrare persone conosciute tempo fa e i rapporti con varie commesse ti fanno sentire accolta – quasi sempre. Ho iniziato a frequentarlo da circa 20 anni con più continuità, ma anche dai tempi antecedenti era una meta piacevole che si è ampliata e modificata più volte. C'è un contrasto interno di struttura tra moderno e più âgé. È un posto accogliente, mai noioso dove posso camminare per ore anche quando fuori piove o fa freddo. Partecipo andando a mangiare e festeggiando il mio compleanno in alcuni locali del centro."
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PORTALI
CONTRASTI
SENSI
Laura
"La conosco e la frequento fin da piccola, con i miei genitori: assieme al Castello è il simbolo di Udine chiamata anche "Giardin Grand". All'inizio era un piccolo acquitrino che gli antichi abitanti udinesi hanno bonificato e piano piano è diventato un luogo dove mercati, fiere e spettacoli hanno preso vita. E a tutt'oggi è il luogo dove avvengono la maggior parte delle fiere, eventi, mercati nel capoluogo friulano. È un'oasi di verde all'interno della città: a me piacciono molto gli alberi, stare seduta sotto la loro chioma mi dà molta serenità, allegria, gioia, felicità, mi rilasso. Quando da piccola non potevo andare in montagna mi rifugiavo in questo angolo di paradiso. È molto piacevole osservare la fontana con i pesci rossi. C'è un via vai di persone, alcune si siedono sulle panchine, altre vanno a prendere l'aperitivo nei chioschi, altre osservano. Portavo le mie figlie piccole a passeggiare, quando c'erano le giostre e le bancarelle di Santa Caterina (non c'è Santa Caterina senza frittelle, torrone e mandorle, è un rito). Accanto c'è un piccolo parco "Loris Fortuna" con alberi e giochi dove le portavo a giocare. Ci sono vari mercatini, eventi, concerti... C'è una bellissima vista sul Castello e dall'alto di quest'ultimo si può ammirare la bellezza e la forma circolare di questa piazza. Poi lì c'è il Santuario di Madonna delle Grazie dove andavo con i miei genitori: lì hanno festeggiato i loro 50 anni di matrimonio."
INCONTRI
CONFINI
IDENTIFICATORI
ESPRESSIONI
METAMORFOSI
PORTALI
CONTRASTI
SENSI
"Un'oasi di verde nel centro città. E' un parco giovane. Frequentato da persone di tutte le età. Sorge nell'area un tempo occupata dal demolito ex stadio Moretti (ha preso il nome dalla famiglia produttrice di un marchio di birra). Oggi il parco è stato sistemato dal Comune, attraversato da percorsi, con aree gioco per bambini, aree fitness attrezzate per adulti, aree sistemate a prato o occupate da alberi ad alto fusto, godere del verde, dell'ombra, per rilassarsi dopo una passeggiata o prendere il sole sull'erba, fermarsi a riposare o leggere su una panchina, far giocare i bambini in sicurezza. Qui, soprattutto d'estate, è uno spazio culturale all'aperto dove si tengono eventi, concerti, spettacoli, il circo e in queste occasioni è bello vedere le famiglie, amici ... si ritrovano nel parco e cenano insieme con pizze o cibo portato da casa, la felicità dei bambini che possono correre in tutto questo verde. Io lo frequento sia da sola che in compagnia per eventi o camminate, mi piace osservare l'allegria e rilassarmi in mezzo agli alberi."
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METAMORFOSI
PORTALI
CONTRASTI
SENSI
Chiara
"Ci vado quasi ogni fine settimana, quando è bel tempo e ci sono attività come ad esempio le giostre o la pista di pattinaggio. Mi piace andarci assieme a Mishel. Nel luogo c'è quasi sempre la stessa gente, però ci sono molte cose interessanti da guardare intorno. Lo conosco da quando sono piccola, però ho iniziato a frequentarlo di più diventando più grande. La gente, l'atmosfera è cambiata ed è diventato più frequentato. Provo libertà, spensieratezza e unione. Quando vado in piazza mi torna in mente il periodo di carnevale: da piccola mi divertivo a giocare con i coriandoli e lanciarli in aria la sera, pieno di luci e bimbi che corrono. Questo posto lo rende speciale la gente che sta in compagnia, i negozi, i bar e i monumenti."
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PORTALI
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CONTRASTI
ESPRESSIONI
SENSI
Mishel
"Ci vado quasi ogni fine settimana con Chiara. È un posto bello, tranquillo, ma ricco di attività. Incontro quasi sempre le stesse persone, ma molte erano sconosciute e diventate amicizie nel lungo andare. Ci vado da quando ero piccola. È cambiato molto con le persone ma il posto è rimasto sempre lo stesso. Ad andarci provo felicità e compagnia. Mi ricorda quando ci andavo da piccola, quando c'erano le festività come capodanno, che si festeggiava in Piazza Libertà e in Piazza I Maggio. Questo luogo rende speciale lo stare insieme e anche quando ci sono attività belle che propongono."
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PORTALI
METAMORFOSI
IDENTIFICATORI
ESPRESSIONI
CONTRASTI
SENSI
Samantha
"Il luogo che più vivo, e viviamo, con amici e parenti, che ormai è diventato un vero e proprio punto d'incontro, è il salotto di casa mia. Nel senso che è diventato il salotto di tutti! Facciamo sempre qua le cene con i miei amici, se c'è un compleanno in famiglia lo celebriamo qua. Da quando siamo entrati in questa casa, il salotto è decisamente cambiato, rappresenta sempre più noi: sulle mensole ci sono i souvenir dei nostri viaggi, al muro sono appese diverse foto, i miei libri negli scaffali. Tante piccole cose che, ogni volta che varco la porta d'ingresso, mi fanno proprio dire "questa è casa". Sicuramente, ogni angolo porta alla mente tanti ricordi diversi tra loro, dalle serate con gli amici, ai primi giorni in casa in cui abbiamo montato alcuni mobili, ai ricordi di viaggio che pian piano aumentano. E' decisamente un luogo speciale, che racchiude tanti momenti belli."
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IDENTIFICATORI
ESPRESSIONI
METAMORFOSI
PORTALI
CONTRASTI
SENSI
Paola
"Luogo di incontro Udine, città che porto nel cuore e che ha scandito negli anni parte del mio percorso di vita: istruzione, scuola di danza, compagni, abitazione, attività in proprio, amicizie e nuove conoscenze, queste ultime il più delle volte casuali. Ho messo la mia scuola superiore dove passavo ore fuori a chiacchierare come punto d'incontro. Tutt'oggi, passeggiando per le vie del centro città, mi capita spesso di rivedere persone con le quali ho condiviso dei momenti di vita insieme."
"Ai tempi, parliamo della fine anni ‘80 e inizio anni ‘90, la nostra compagnia di amici si ritrovava nella piazza di Pasian di Prato, luogo fisso d'incontro, per poi spostarsi il più delle volte a Udine in centro città: piazza Libertà (da noi soprannominata 'in piazzetta') nostro secondo punto d'incontro, piazza San Giacomo (conosciuta anche come piazza Delle Erbe) dove ancora oggi, nonostante il tempo trascorso, c'è lo 'specchio' che deforma l'immagine (accanto al negozio storico 'Vitrum'). Oggi come ieri è d'obbligo fermarsi per farsi quattro risate in compagnia. Ho potuto vedere in tutti questi anni la città cambiare, avere dei momenti di declino e di trascuratezza, e anche, come di recente, risollevarsi e risplendere. Tra noi amici la parola d'ordine giornaliera è: 'Andiamo in centro?'"
INCONTRI
CONFINI
IDENTIFICATORI
ESPRESSIONI
METAMORFOSI
PORTALI
CONTRASTI
SENSI
SPAZI DI PARTECIPAZIONE
ultime riflessioni
Dopo aver condiviso e studiato insieme le nostre fotografie e scoperte, era giunto il momento di ripensare alla partecipazione in questi spazi e decidere come poterci coinvolgere di più...
"Mettersi in ascolto."
"Essere tutti responsabili."
"Dare valore."
"Far parte di qualcosa, mettersi in gioco."
"Creare comunità e assemblea, idee e progetti collaborativi e conoscenza tra gli abitanti."
"Interessarsi degli altri."
"Vuol dire dare qualcosa che so dare, è uno scambio."
"È un'azione mossa da un'intenzione – individuale o di un gruppo."
"Dare e ricevere."
"Imparare in uno scambio."
"Arrichimento e crescita."
"Fare qualcosa e vedere altre persone che la utilizzano oppure prendono ispirazione."
"Libertà è partecipazione"
"Un'unione, collaborazione, esperienza, apprendimento."
"Da una partecipazione possono nascere altre partecipazioni."
"All'interno del Comune come consigliera comunale (politiche giovanili, ccdr, comunicazione digitale), all'Auditorium quando ci sono spettacoli e alla piazza con gli amici. La piazza è il luogo di incontri, di ricordi e amicizie: è un posto sicuro dove trovarsi per due chiacchiere o anche per un caffè veloce con mio padre che ha un'attività lì vicino. La piazza è un luogo ‘caotico', molto frequentato, mentre io ho un carattere un po' più chiuso e riservato."
"Le attività commerciali, i bar, i negozi, dando il mio contributo alle persone che ci lavorano anche dal punto di vista umano, portando con me sempre un sorriso. Mi sento di appartenere di più alla piazza: confidenziale, memoria, ricordi – ci passo spesso. È un luogo di nuovi incontri e nuove conoscenze. Mi riflette perché ho anch'io un carattere socievole e comunicativo."
"Partecipo solitamente al bar in piazza che condivido per la maggior parte con Chiara, con amici e anche con la famiglia. Il posto non riflette proprio il mio carattere."
"Partecipo di solito al bar della piazza, al parco o alla casa di Mish. Appartengo di più alla piazza perché è il centro di tutto. In alcuni aspetti riflette il mio carattere perché è calorosa, piena, aperta, socievole come la mia persona. Il legame affettivo che ho è sempre rimasto uguale."
"All'Auditorium e alla piazza, dove incontro amici, mi rilasso e sento le notizie. Lo condivido con le persone con cui mi sento bene e tranquilla."
"Non partecipo molto agli spazi di Pasian, ma quando è la bella stagione mi vivo i colori, le sensazioni degli spazi verdi a Bonavilla e qualche giardino vicino alla mia abitazione in quartiere. Mi sento di appartenere alle zone verdi, considerando che venendo da Udine erano tra le cose che mi mancavano di più. Lì mi sento libera, mi riempio di emozioni e piacevolezza, mi ci immergo completamente. Lo voglio condividere e faccio uscire il mio amore per la fotografia: mi fa sentire viva. La natura mi coccola. Lo condivido con mio marito e mio figlio e - quando c'era - il nostro cane. A volte incontro altre persone con cani e sembra nascere una condivisione naturale."
"Di solito non partecipo molto in questi spazi in quanto spesso svolgo le attività fuori da Pasian. Non sento un'appartenenza a un punto specifico ma sento che il parco mi appartiene abbastanza. Di solito ci vado con gli amici. A volte riflette il mio carattere in base alle persone che sono presenti in quel momento."
"All'Auditorium, le chiese, la biblioteca, la sala consiliare, Auser, la Proloco a vedere spettacoli di prosa, musicali, folcloristici, della Filarmonica di Colloredo di Prato, concerti, presentazione di libri, conferenze varie. L'Auditorium – certo, riflette il mio carattere altrimenti non andrei: mi piace la cultura e la capacità delle persone di interpretarla, la fantasia e la creatività. Mi sento bene, a mio agio, rilassata, felice, come con gli alberi, mi sento a casa."
"L'Auditorium per le rappresentazioni teatrali, concerti vari, rappresentazioni dei gruppi folkloristici del paese, presentazioni di immagini e video di viaggi in paesi lontani e conferenze; le chiese per concerti di musica classica e rassegne corali; la biblioteca e sala consiliare per incontri con scrittori e autori locali per la presentazione di romanzi e libri; la casa degli alpini per incontri riguardanti la comunità su questioni di interesse pubblico, almeno per la frazione di Passons, nonché a incontri ludici di comunità. Il luogo che più mi appartiene è l'Auditorium, perché è quello che frequento più spesso ed è quello la cui partecipazione è in sintonia con il mio modo di essere. Mi rilassa, distogliendomi dalla mia routine quotidiana di pensionata ed inoltre essendo una persona curiosa e riflessiva, vivo nuove esperienze e rifletto su quanto osservato e sentito per trarne insegnamenti. Sicuramente è cambiato il mio rapporto nel corso del tempo. Inizialmente ho tenuto un rapporto un po' più distante e timido, poi nel corso del tempo mi sono lasciata coinvolgere di più."
"Io partecipo in vari spazi di Pasian. In questo viaggio ho dato molto significato al Comune, interpretando il vissuto come luogo di incontri, dialoghi, passaggi, esperienze relazionali. Tuttavia partecipo anche della vita delle persone entrando nelle loro case, nelle scuole, negli altri servizi, spazi dove la mia umanità e quella degli altri diventano spesso familiari. Mi sento di appartenere di più indubbiamente al Comune, in particolare all'ufficio. Il mio rapporto con questo spazio è familiare. È uno spazio che mi accoglie e dove accolgo. Lo condivido con le colleghe, i cittadini, altri professionisti, l'assessore, i volontari. È un luogo in cui la condivisione è poliedrica, ricca e in continuo movimento. L'ufficio, più che il Comune, mi rispecchia, in quanto è un luogo raccolto, luminoso e colorato al tempo stesso che rispecchia il mio modo di comunicare."
"La piazza è cambiata negli anni, ma nonostante questo è rimasta sempre un punto di riferimento. Mi piacerebbe che diventasse ancora di più un punto di incontro con magari qualche evento in più. Posso contribuire continuando a frequentarla e frequentando le attività della pizza. Possiamo ripensare completamente la piazza, renderla più una vera e propria piazza piuttosto che una ‘strada' di passaggio: renderla più viva con più eventi e attività."
"Mi piacerebbe che la piazza diventasse più luogo di incontro rispetto a un luogo di passaggio, con maggiore attività commerciale o altro in modo da attirare le persone – un turismo esterno. Posso contribuire segnalandola come punto di incontro con persone che ancora non la conoscono. Mi aiuterebbe avere delle informazioni per sapere se ci siano dei permessi o degli strumenti disponibili che posso utilizzare per programmare o organizzare qualche attività nella piazza."
"Voglio che rimanga di tradizione per non perdere la cultura, ma potrebbe fare più eventi. Non mi sento in grado di plasmare lo spazio ma cercherei di farlo. Aiuterebbe più attività per i giovani."
"Vorrei che ci fosse più gente e vita, musica, colori, attività, più entusiasmo. Mi farebbe piacere essere in grado di cambiare le cose per far sì che la piazza sia più bella, ma non posso cambiare la modalità e la mentalità della gente che ci vive, non posso obbligarli... Per renderlo più facile potrebbero esserci più attività e feste e più posti per incontrarsi e passare il tempo."
"Vorrei che ci fosse più allegria, più gente. Mi piacerebbe e vorrei contribuire volentieri."
"Vorrei che Bonavilla diventasse una meta dove si possono girare dei film, dei documentari, delle cose particolari. Lo plasmo ogni qual volta lo fotografo. I suoi cambiamenti naturali fanno tutto da soli. Organizzare eventi vicino alla quercia con la partecipazione di persone magari professionisti o del Comune per renderlo un palcoscenico fantastico."
"Il parco cambia di continuo come ad esempio la rimozione di un vecchio gioco, l'aggiunta delle altalene nuove, oppure l'apertura o la chiusura del bar, può essere anche la rimozione di alcuni mattoni abbandonati vicino a un albero che c'era diverso tempo fa, un gioco che viene mosso, una luce che viene accesa, oppure anche una tazzina di caffè lasciata su un tavolo cambia lo spazio. Modifico di continuo lo spazio, anche banalmente se mi siedo da qualche parte. Faccio anche dei cambiamenti non evidenti, ad esempio se io prendo una foglia da un albero mentre una persona sta facendo un giro del parco, quest'altra persona non si accorgerà che l'ho presa. Essendo uno spazio che viene sempre modificato non devo chiedere permesso per plasmarlo. Mi piacerebbe che restasse uguale in quanto mi piace, se non ci vado per tanto tempo, vedere che un posto non è cambiato."
"Non cambierei nulla all'Auditorium. L'unica cosa che faccio io condivido i programmi con le persone che conosco e parlo in modo favorevole di quello che ho visto/fatto. Bisogna tenere in considerazione le esigenze comunali, il loro pensiero e il budget economico per questa attività."
"La mia partecipazione in questo posto è piuttosto passiva che attiva, nel senso che sono spettatrice. Purtroppo non avendo necessarie competenze non sono in grado di plasmare lo spazio in qualche modo. L'unico contributo che mi sento di dare è incoraggiare altre persone affinché possano frequentarlo."
"Vorrei che l'ufficio e il Comune diventassero parte della comunità e viceversa, sempre in forma più partecipativa, più vivida, più comunicativa e proattiva nel concepire e concertare dimensioni varie della vita. In effetti mi sento in grado di plasmare lo spazio, sì! Il mio sguardo è diventato più attento ai particolari. Ho aggiunto dei disegni di alcuni bambini, ho lasciato un calendario con foto di animali di affezione e ne ho aggiunto uno del gruppo folkloristico, le cui immagini sono colorate e in movimento. Chiudo la porta, la apro, mi sento di gestire liberamente questo spazio. Sento forte la possibilità di promuovere legami partecipativi e maggiore senso di appartenenza, senza dimenticare che il mio agire integra anche le dimensioni dell'Ente di appartenenza e la ricchezza del territorio e delle persone che ne fanno parte!"
DOVE CI SIAMO TROVATI, DOVE STIAMO BENE INSIEME
un'altra fotografia per leggere e nutrire spazi dove la partecipazione possa fiorire
uno studio kalagrafico realizzato da
Massimiliano Blasich, Milena Bonelli, Manuela Cescutti, Paolina Greco, Chiara Manfredo, Samantha Olivo, Laura Seganfreddo, Delia Stella, Antoneta Torra, Mishel Torra con contributi anche da Tommaso Bisceglia, Lorenzo Bulfon, Paola Ganci, Silvia Mossenta e Jacopo Zorzi, accompagnati da Federica Massari (Referente Territoriale e Coach ATS Friuli Centrale) e Opher Thomson (formatore e facilitatore del percorso). Un progetto promosso dal Comune di Udine - Ente gestore Servizio Sociale dei Comuni, Ambito territoriale "Friuli Centrale" nell'ambito delle azioni inerenti il PNRR, Missione 5 - Componente 2 - Investimento 1 - Sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell'istituzionalizzazione - Sub investimento 1.1.1. Sostegno alla capacità genitoriale e prevenzione della vulnerabilità delle famiglie e dei bambini.